“ A volte le fotografie , col tempo, sbiadiscono. Chissà se è così anche per la musica”,

by Vittorio De Scalzi-New Trolls

  

 La musica come elemento emozionale che fa rivivere situazioni dimenticate che, prepotentemente, si ripropongono alla nostra mente all’ascolto di brani che hanno contraddistinto anche solo brevi momenti del nostro passato.

La musica come il profumo, che ha la capacità di riportarci indietro nel tempo con un “click” di un mouse virtuale comandato dalla nostra mente.

I concerti di “Ho perso l’Hammond” fanno leva sulle canzoni degli anni ’70 per sorprendere l’ascoltatore e trascinarlo indietro nel tempo, fino a risvegliare in lui quelle sensazioni e quelle emozioni da tempo assopite, ma non per questo dimenticate.

Non sempre i brani più famosi, ma suoni e melodie apparse e poi svanite, magari nel durare di una sola estate. Interpreti sconosciuti, nomi legati a quel ritornello di cui non riesci nemmeno a ricordare le parole.

E’ come se tutto fluttuasse in un antico universo, dapprima nebuloso che si schiarisce fino a rivelarci musiche e parole che improvvisamente ricordiamo essere state la colonna sonora delle nostre emozioni.

 La storia

Ho Perso L’Hammond compie 20 anni di attività.

La band nasce nell’anno 2003 da una idea di Roberto Mazzini e Carlo Peselli che suggeriscono a Norberto Borzacca di ricomporre una pop Band che negli anni ’70 aveva caratterizzato lo scenario musicale in terra di Lunigiana.

“Ore nove, lezione di musica” era il nome della Band, con  residenza a Bagnone, che aveva come componenti  i fratelli Roberto e Pierpaolo Zoppi (batteria e tastiere), Piercarlo Scontrini (chitarra), i fratelli Giovanni ed Enrico Romiti (basso e sax), Norberto Borzacca ( chitarra).

Ho Perso l’Hammond nasce quindi con l’idea di rivivere e far rivivere le emozioni trasmesse dalla musica degli anni settanta.

La prima formazione vede Carlo Peselli alla batteria, Sauro Cassiani al basso, Alfredo Pighini e Norberto Borzacca alle chitarre. La formazione si evolve con l’inserimento di Giovanni Romiti al basso, Sandro Turchi alla batteria , Maurizio d’Angelo alle tastiere e, successivamente, Alessandro Bondielli al sint.

Con questa formazione nasce Ho Perso l’Hammond che, nell’anno 2004, effettua il primo concerto al teatro della Rosa a Pontremoli, il 15 maggio .

Negli anni si sono alternati diversi batteristi e bassisti, oltre ad alcune figure di coriste.

Oggi la formazione vede la presenza di Maurizio d’Angelo (Hammond), Alessandro Bondielli (tastiere) Norberto Borzacca( chitarre), Giovanni Romiti ( basso), Carlo Fugacci (batteria), Piercarlo Scontrini(chitarre), Valentina Rosso (voce femminile)

L’attenzione particolare nei confronti di Mogol e Battisti è stata inevitabile fin dall’inizio.

Vengono naturalmente prese in considerazione anche le band italiane e i cantautori che hanno prodotto musica pop negli anni ’70.

Si cominciano così ad effettuare una serie di concerti  che culminano nel dicembre 2009 con una serata dedicata a Lucio Battisti, serata che ha avuto luogo al teatro Animosi di Carrara, impreziosita dalla presenza di Mogol che, intervistato da Riccardo Canesi, ha raccontato la genesi delle canzoni da lui composte e portate al successo da Lucio Battisti.

Ho perso l’Hammond  si configura fin da subito come un gruppo che, oltre alla passione per la musica,  condivide anche un forte senso dell’amicizia tra i componenti della Band stessa.

Anche se durante gli anni trascorsi ci sono stati avvicendamenti in alcuni ruoli , in particolare batteria e basso, la formazione ha mantenuto la propria identità musicale ed è giunta fino ad oggi anche sulla spinta dei numerosi appassionati ( possiamo chiamarli fans) che seguono i concerti.

Ad oggi sono stati effettuati 125 concerti con l’esecuzione di oltre 200 brani.

I concerti di Ho Perso l’Hammond prevedono l’esecuzione di oltre 25 brani,

Le esecuzioni dei brani sono completamente live senza l’uso di supporti di alcun genere ( sequenze, basi, ecc ).  La strumentazione è assolutamente vintage con ampio uso dell’organo Hammond.

Gli arrangiamenti riproducono fedelmente quelli dei brani originali ricreando pertanto le medesime atmosfere percepite negli anni ’70, al momento dell’uscita dei brani stessi.

L’esecuzione dei brani è accompagnata da proiezioni di immagini recuperate dagli archivi anni ’70.

La durata del concerto è di circa 2 h.